
A seguito di una gara globale che è iniziata lo scorso gennaio, l’Australian Wool Innovation (AWI) ha nominato Euro RSCG Worldwide come la sua agenzia globale.
AWI rappresenta più di 29.000 produttori di lana e si è rivolta ad Euro RSCG per ideare una campagna integrata (che comprendesse la pubblicità, la promozione cooperativa, digitale e sui social media, POP e mobile) con l’obiettivo di accrescere la domanda di lana sia attraverso il consumatore finale che il trade.
AWI, inoltre, possiede e controlla il brand “Woolmark” a livello globale. Euro RSCG London, per il lavoro che sarà lanciato in autunno, condurrà il team che lavorerà per portare AWI a un riposizionamento della lana come fibra e dei suoi prodotti rendendolo un credibile interlocutore nel mercato della moda di lusso, mentre interesserà nuovamente stilisti e consumatori esaltando i molti pregi della lana, creando nuove opportunità di vendita per i partners.
Rob Langtry, a capo del Global Marketing di AWI ha commentato: “Euro RSCG ha dimostrato una chiara comprensione delle sfide che deve affrontare la lana, e del nostro desiderio di lavorare con partners per interessare nuovamente i consumatori a questo pregiato materiale. Abbiamo bisogno di parlare a una nuova generazione di consumatori. Euro RSCG ha un centro creativo e strategico molto forte a Londra, ed ugualmente forti sono le sue divisioni che raggiungono la Cina, il Giappone e gli USA. Lavoreranno con noi a una serie di progetti per condividere con noi i rischi e i benefici di creare aspettative attorno ai prodotti fatti dalla lana Merino e di tutto il patrimonio Woolmark di proprietà degli allevatori australiani”.
David Jones, Global CEO di Havas Worldwide and Euro RSCG Worldwide, conclude: “Woolmark è uno dei più riconosciuti marchi del mondo e noi siamo entusiasti di lavorare con AWI per rispondere alle loro aspettative di crescita. E’ una grande opportunità quella di utilizzare la nostra esperienza nel retail e nella moda, di poter unire queste conoscenze al potere della pubblicità, del digitale e dei social media”.



